Identity Management e identità digitale

Strumenti e scenari in Italia e in Europa

I sistemi di Identity Management e le identità digitali rendono più sicuri i servizi online ma aiutano anche a risparmiare tempo, ridurre gli sprechi e migliorare l’accessibilità.

Strumenti come lo SPID, la CIE – e a breve l’EUDI Wallet – hanno segnato un’evoluzione nel percorso verso la piena cittadinanza digitale: 

  • semplificano la gestione dei documenti;
  • riducono le code agli sportelli e velocizzano le procedure; 
  • permettono di svolgere operazioni da remoto, superando barriere fisiche o legate alla distanza, agli orari e all’organizzazione dei servizi.

L’identità digitale in Italia: SPID, CIE e CNS

L’Italia ha adottato tre strumenti per l’autenticazione online: 

  • il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), introdotto dal DPCM 24 ottobre 2014; 
  • la Carta d’Identità Elettronica (CIE), regolata dal decreto del Ministero dell’Interno del 23 dicembre 2015; 
  • la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), introdotta dal DPR 28 dicembre 2000, n. 445.

Con lo SPID, gli utenti accedono con un solo tipo di credenziali a numerosi servizi online della Pubblica Amministrazione e di soggetti privati. 

Con la CIE, gli utenti ottengono un documento d’identità fisico e, attraverso la tecnologia NFC integrata, hanno a portata di mano anche uno strumento di autenticazione digitale valido per accedere ai servizi online. 

Con la CNS integrata nella Tessera Sanitaria, gli utenti possono autenticarsi e accedere ai servizi online. La CNS può essere abilitata anche alla funzione di firma digitale. 

L’identità digitale in Europa: verso l’EUDI Wallet

L’Unione europea ha introdotto una nuova soluzione per facilitare l’autenticazione digitale sicura in tutti gli Stati membri. Il Regolamento eIDAS 2.0 ha istituito il portafoglio europeo di identità digitale, l’European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet), che è in fase di attuazione nei singoli Stati membri. 

Attraverso lo smartphone, le persone potranno autenticarsi per accedere ai servizi online, conservare i documenti ufficiali – come la patente o i titoli di studio – e firmare gli atti digitali.

L’obiettivo è costruire un sistema comune, che rafforzi la protezione dei dati personali e renda più veloce l’accesso ai servizi pubblici e privati in tutta l’UE.

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